Dal latino Luxus: unità di illuminamento oppure esuberanza di vegetazione e per estensione di beni.
Nasce da qui il desiderio di creare una collezione di lampade gioiello, abbracciando un’idea di lusso inteso come sinonimo di meraviglioso, incredibile e prezioso, che non vuol dire per forza costoso.
Fiatlux è una linea totalmente innovativa che unisce la tradizione delle luminarie con una visione contemporanea capace di rispettare i concetti dell’unicità, della sostenibilità, dell’ecocompatibilità riappropriandosi del tempo e (perché no?) del bello.
Attraverso la destrutturazione e l’ibridazione dei materiali, che mescolano cartone e legno, dalle finiture pensate per una palette di colori giocata su tonalità pastello, l’evoluzione della luminaria classica assume così un’atmosfera sofisticata, innovativa e retrò.
Se “Un diamante è per sempre”, affermazione che va ben al di là del materiale di cui è composto un solitario, Fiatlux ne è l’essenza. Concetto secondo il quale il valore si esprime nel togliere anziché nell’aggiungere.
Devozione, sacro, folklore, tradizione, rito, banda, giostra, fiera,fuochi, colori, scapece, cupeta, santi, madonne, patroni, protettrici, protettori. Alcune delle iconiche e riconoscibili collezioni Luminterra by Gustavo si fanno tascabili e diventano Luminita. I’ idea e il progetto nascono dall’esigenza di “inscatolare” il concetto emozionale di festa, dove la luminaria è l’elemento principale e caratterizzante. È così che alcuni pezzi cambiano dimensione e destinazione d’uso per un’idea regalo illuminante di pura magia e magnetismo. Anche il packaging, che non è solo un involucro, è elemento decorativo della festa. Il ricordo riporta la mente alle edicole votive e ai ventagli (mataji) con le effigi del santo. Le quinte che fanno da sfondo, arricchite da vari pattern, si rifanno alle mitiche “zagarèdde” (dal verbo ebraico che significa ricordare), ovvero i nastrini colorati, memoria del santo, simbolo del rito, e veri e propri segni distintivi antichi e purificatori di protezione.
Luminita, la luminaria calamita!
Per le feste, attaccatevi!
Nelle migliori cucine, su frigoriferi e superfici metalliche!
Haman, dall’arabo rumore, tumulto, è riconducibile al muezzin che dall’alto del minareto con voce alta e possente rivolgendosi ai quattro punti cardinali attira i fedeli per le preghiere, così come all’immaginario del venditore ambulante, il fruttivendolo, che segnala la sua presenza ai quattro venti nelle strade del paese con la sua nenia, quasi un mantra per l’irresistibile richiamo della massaia ai fornelli. Haman, è il nome della nuova collezione di luminarie ispirata ai frutti della terra, dove l’essenza, i profumi e gli odori di peperoni, pomodori, melanzane, finocchi, fichi, aglio e melagrane vengono esaltati in forma pop. Un omaggio al coacervo di suoni, sapori e colori del Mediterraneo che da sempre unisce e accomuna tutte le rive.
Gustavo è da oltre vent’anni un melting pot artistico multidisciplinare che abbraccia diversi linguaggi espressivi: dalla musica all’arte, al design. Nel 2016 trova uno spazio fisico con l’apertura del laboratorio. Da qui nasce il concept Luminterra, una collezione di lampade concettuale e sentimentale che rimanda alla parte inconscia ed emozionale legata al ricordo delle luminarie da feste patronali del Salento e del Sud Italia. L’omaggio va ai suoi soggetti ed elementi caratterizzanti: terra, mare, sacro e profano.
Luminterra non è solo il contrario di lumi-in -aria, un gioco di parole ad effetto, ma è proprio il concept stesso: prendere un pezzo di cuore, folklore, tradizione, che una luminaria rappresenta, portarlo a terra, cambiare la sua destinazione d’uso e inserirlo come opera d’arte nell’interior design.
Luminterra è una collezione di lampade contemporanee e dall’accurato design ispirate alla tradizione popolare delle luminarie da festa patronale del Salento che, come oggetti e complementi d’arredo, entrano nelle case e nell’interior design.
Ogni pezzo, unico e interamente realizzato a mano, parte da un lavoro di ricerca intesa come suggestione e immersione nei molteplici elementi del territorio. Dalle architetture delle chiese ai decori delle pavimentazioni, dai frutti della terra alle antiche arti e mestieri. Fondendo il sacro al profano l’artista conferisce un’anima ad ogni pezzo rifuggendo dal concetto di una serialità fine a sé stessa